Diverticoli sintomo di cattiva alimentazione

I diverticoli possono essere considerati degli slargamenti patologici a sacca e a fondo cieco, che si creano all’interno del lume di un canale naturale. Tipici, infatti, sono i diverticoli esofagei o quelli intestinali, nei quali si crea un ristagno, rispettivamente di cibo o di feci, che nel lungo termine comporta infiammazioni, fermentazioni e infezioni.

Come si legge su diverticoli.net, i diverticoli si formano a seguito di normali contrazioni peristaltiche della muscolatura liscia dei canali naturali, che però perdono elasticità e resistenza, cedendo sotto l’effetto della forza di contrazione. Queste sacche createsi possono andare incontro a perforazioni, con conseguenze anche particolarmente gravi.

L’incidenza di diverticoli aumenta in soggetti che si alimentano con un quantitativo eccessivo di alimenti fibrosi, i quali comportano una digestione più laboriosa e delle peristalsi più forti ed accentuate che, nei punti di parete endoluminale indeboliti, possono condurre alla loro formazione.
La semplice presenza di queste sacche nel lume dei canali naturali prende il nome di diverticolosi, mentre quando evolve in patologia vera e propria, infiammandosi e rischiando perforazioni ed infezioni, si va incontro ad un quadro patologico di diverticolite.

La terapia di questo problema organico può essere rappresentata anche solo da cure antibiotiche ed antinfiammatorie, associate a riposo forzato, a meno che non vi siano ulcere e rischi di perforazione: in quest’ultimo caso diventa necessario intervenire chirurgicamente. Spesso anche la somministrazione di alimenti liquidi e preferenzialmente morbidi, aiuta a ridurre i sintomi da diverticolosi, che comportano forti dolori conseguenti agli spasmi della muscolatura e all’infiammazione locale.

In casi gravi, l’alimentazione per via buccale può addirittura essere del tutto sospesa e sostituita con l’alimentazione parenterale (soluzioni di glucosata in vena).
Non è insolito che un diverticolo particolarmente infiammato possa perforarsi e permettere l’introduzione di materiale fecale, se è localizzato nell’intestino, o alimentare, se è localizzato nell’esofago, comportando peritonite e pericolose emorragie interne, che vanno arrestate nel minor tempo possibile.

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